Un bimbo, appena 9 giorni di vita. E’ venuto alla luce in pieno mare, nel mezzo della disperata traversata.

E’ solo l’ultima drammatica storia che l’ennesimo sbarco di migranti a Messina ha portato con se. Sono  giunti in 280 ieri al molo “Marconi”.

Provengono dal Congo, Egitto, Eritrea, Palestina, Siria, Somalia e Sudan. Domenica mattina la nave “Francesco Mimbelli” della Marina Militare Italiana impegnata nella missione Triton, li ha soccorsi  nel canale di Sicilia. A Messina i mgiranti sono giunti a bordo delle unità della marina croata, e sul pattugliatore della Guardia di Finanza “Monte Cimone”. Tra loro, anche quel bimbo di soli nove giorni. Infreddolito, denutrito ma vivo. Lo hanno chiamato Hussam, come il comandante del barcone. Al molo Marconi si è quindi messa in moto l’ormai consueta macchina dell’accoglienza, coordinata dalla Prefettura. Espeltate le operazioni di identificazione, i migranti sono stati accompagnati presso i centri di accoglienza cittadini. Tra loro anche un egiziano 26enne, già raggiunto da misura cautelare del tribunale di Catania, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E’ stato arrestato dalla Polizia insieme ad altre tre persone, anche loro egiziane, identificate come gli scafisti. Anche stavolta decisvie le testimonianze dei profughi. Hanno raccontato di essere in fuga dalla guerra e di aver pagato circa 2 mila dollari a persona per quel viaggio della disperazione. Condotti su diverse spiagge egiziane, a piccoli gruppi, caricati e scaricati come merci da imbarcazioni più piccole a navi più grandi. Hanno viaggiato per giorni verso le coste europee. Nei prossimi giorni, come ormai rituale, grano parte lasceranno Messina e saranno ospitati in altri centri d’Italia.