Assenteisti Papardo a giudizio da marzo. E’ caccia anche alla morfina scomparsa

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I furbetti del tesserino dell’Azienda Papardo sono rimasti in sette infermieri su 70, almeno fino ad ora. Sono stati individuati in base un esame effettuato nel periodo di riferimento tra gli scorsi luglio e agosto dalla Direzione Generale. I Nas di Catania, dopo aver acceso il caso la scorsa settimana su richiesta della Procura della Repubblica, hanno esteso le indagini a tutto il 2015 e hanno annunciato un’ulteriore visita al Papardo domani mattina. Nominata una commissione apposita per ampliare queste valutazioni a un anno intero. I presunti malati o malati immaginari sarebbero 5 dei sette infermieri per assenteismo anomalo nel mese caldo di agosto. A rischiare la sanzione estrema ovvero il licenziamento nei prossimi quattro mesi sarebbero proprio i cinque che, nonostante la malattia indicata dal certificato medico, avrebbero svolto l’attività assistenziale al Servizio 118.

L’ufficio disciplinare si muoverà su due fronti: per la dirigenza e per il comparto. Ad essere convocata il prossimo 1° marzo dall’area dirigenza, presieduta dall’avvocato Antonino Comunale, è stata il Direttore di presidio Piemonte, la dottoressa Francesca Parrinello già deferita dal Collegio disciplinare. La dirigente sarebbe stata chiamata come responsabile di una presunta omissione dei controlli sul personale e per aver ritardato nella consegna degli incartamenti. Non sembrano comparire altri nominativi di medici.

“Non abbiamo neppure aperto i fascicoli relativi agli imputati – dichiara il presidente dell’ufficio disciplinare Comparto, Giuseppe Venza – per evitare di crearci pregiudizi. Dobbiamo dare agli indagati la possibilità di istruire una memoria nell’arco di 20 giorni, dopo la notifica dei nostri uffici. La sezione infermieri sarà convocata tra la 1° e la seconda settimana di marzo”. Si attueranno verifiche complesse e controlli incrociati anche con l’Inps per sentire anche i medici curanti che hanno formulato i certificati di malattia. E’ caccia anche a chi è responsabile della scomparsa di 800 fiale di morfina tra fine 2014 e 2015 dal presidio Piemonte, dopo richiesta scritta (da protocollo) al Servizio di Farmacia centrale.