Gettonopoli, rischiano l’imputazione una ventina di consiglieri rimasti fuori dal mirino della Procura

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Colpo di scena nell’inchiesta Gettonopoli, il gip Maria Militello ha chiesto di riesaminare le posizioni di una ventina di consiglieri comunali inizialmente rimasti fuori dall’inchiesta o per cui la Procura aveva avanzato richiesta di archiviazione. Oltre ai consiglieri già rinviati a giudizio, nel mirino di Palazzo Piacentini, “tornano” quindi Claudio Cardile, Antonella Russo, Simona Contestabile, Francesco Pagano, Giuseppe Santalco, Nino Interdonato, Rita La Paglia, Lucy Fenech, Ivana Risitano, gli ex consiglieri Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, Pierluigi Parisi, Pietro Iannello, Franco Mondello, Mario Rizzo, Elvira Amata, Giuseppe De Leo, Donatella Sindoni e Pippo Trischitta.

Sulla loro posizione si deciderà il prossimo 25 gennaio, giorno in cui verrà stabilito se i consiglieri saranno rinviati a giudizio o verrà confermata la loro archiviazione.

Tra gli esponenti del civico consesso già rinviati a giudizio ci sono Carlo Abbate, Piero Adamo, Pio Amadeo, Angelo Burrascano, Antonino Carreri, Nicola Crisafi, Giovanna Grifò, Nicola Cucinotta, Carmela David, Paolo David, Libero Gioveni, Nora Scuderi, Santi Sorrenti, Fabrizio Sottile, Benedetto Vaccarino, Santi Daniele Zuccarello e Andrea Consolo.

A rimanere fuori dall’inchiesta, oltre alla presidente del Consiglio Emilia Barrile che, per il suo ruolo non partecipa alle commissioni consiliari, sono dunque soltanto soltanto in tre. Si tratta dei consiglieri Daniela Faranda, Carlo Cantali e Mariella Perrone che, nonostante alcune contestazioni, avevano partecipato a molte più sedute rispetto alle 39 necessarie per incassare il massimo dell’indennità.