Querelle con Delrio, Crocetta rilancia con Authority consortile e blocco nomine degli Enti portuali

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“Non mi voglio allineare alle disposizioni del Ministro dei trasporti. Prima di emanare un decreto che coinvolge l’economia di un’intera Isola sulla centralità dell’Autorità Portuale, bisogna discuterne. Graziano Delrio non ha affatto discusso con me anzi ha ignorato le mie richieste di deroga, inoltrate ad agosto 2016”. Così, il presidente del Governo siciliano Rosario Crocetta rispedisce al mittente oggi, a Palazzo dei Leoni, le accuse di non aver lottato per l’autonomia finanziaria ed amministrativa dell’Autorità portuale peloritana. Ad accoglierlo il Sindaco e il Commissario della Città Metropolitana di Messina, Renato Accorinti e Filippo Romano. “Useremo ogni via civile e penale per contrattaccare il Governo nazionale – interviene Crocetta – che vuole sminuire province come Messina che manifesta grosse potenzialità di incrementare attività commerciali, tramite lo sviluppo degli approdi marittimi. Non ho mai voluto che la città dello Stretto fosse accorpata a Gioia Tauro, come non ho mai pensato di assoggettare Catania ad Augusta per quanto questa sia un crocevia essenziale, un importantissimo polo logistico”.

Piuttosto il Presidente propone, sventolando le sue carte al tavolo con Accorinti, di aggregare Messina in un’Authority Consortile. “Stiamo portando avanti un’azione studiata con il pool di avvocati della Presidenza Regionale – prosegue Crocetta – per impugnare il decreto legislativo ministeriale. I tempi non possono essere brevi. Ho preso le difese di Messina, non solo di Catania, come ribadisce qualcuno. Dietro certe dichiarazioni pronunciate da Roma, c’è un chiaro disegno politico in vista delle elezioni regionali per sponsorizzare lo schieramento Pd e non c’è invece alcun fondamento di accordo con la Regione”. “Non sono qui per riscuotere consensi – evidenzia il leader di Palazzo d’Orleans – ma per raccontare la verità dei documenti presentati nel giro di un anno. Se non verrò ascoltato, ricorrerò alla Corte costituzionale. Amo troppo questa terra per lasciarla in pasto agli interessi di partito”. Il presidente ha richiesto al ministro il blocco delle nomine degli altri Enti portuali come un certo avvocato Alberto Rossi, in odore di nomina per l’Autorità di Catania. Il rimaneggiamento dell’Autorità di Sistema Portuale per il Mar Tirreno e dello Stretto vede Messina con le piattaforme di Milazzo e Tremestieri, solamente affiancata (ma non come capofila) ai porti di Gioia Tauro, Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovani, Vibo Valentia e Reggio Calabria. “Per 18 mesi, ho chiesto il mantenimento dell’Autorità Portuale Peloritana – rimarca Crocetta – comprendente i porti di Messina e della splendida Milazzo per dare seguito, per esempio, all’appalto di Tremestieri”. Ma nella famosa istanza indirizzata a Delrio l’estate scorsa, si fa un netto riferimento anche all’utilità di tenere in piedi l’autonomia di Messina per valorizzare il Quartiere fieristico e per realizzare il pontile in località Giammoro, necessario ad affermare lo snodo del porto milazzese. Augusta, individuata dal Programma europeo delle Reti TEN-T come sede di porto “Core”, potrebbe essere un punto nevralgico di spazi non congestionati e congestionabili da amplificare sotto la supervisione di Catania.