Comune, sottoscritta la transazione sulla finanza derivata

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È stata sottoscritta questa mattina davanti al Segretario Generale, Antonio Le Donne, la transazione sui contratti di finanza derivata, approvata dal Consiglio Comunale lo scorso 31 dicembre. Con questo atto i due Enti chiudono il contenzioso originato dall’annullamento unilaterale dei contratti operato dall’Amministrazione comunale nel 2011. A seguito di questo annullamento le banche (BNL e Dexia) avevano presentato ricorso al Tribunale Amministrativo. La controversia era stata poi spostata in sede civile e, secondo le indicazioni della Cassazione, ricondotta alla competenza del Tribunale di Londra. Nel frattempo il Comune aveva attivato contro la banca una causa penale per truffa, archiviata a seguito dell’intervento della Cassazione. L’Amministrazione Accorinti ha proceduto ad un’attenta rivalutazione tecnica della controversia, facendo emergere che l’ultimo contratto stipulato non aveva le caratteristiche di uno swap, ma mascherava di fatto una “rendita a tasso variabile” a favore delle banche. Su questa base era stata ottenuta la riapertura dell’indagine da parte della Procura della Repubblica. I contatti nel frattempo mantenuti tra il Comune e la banca hanno condotto all’accordo sottoscritto questa mattina, che pur mantenendo in vita il titolo, costruisce un rapporto economico equivalente all’annullamento dello stesso. “Siamo molto soddisfatti di questo accordo – commenta l’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Signorino – perché chiudiamo una controversia molto pesante in maniera vantaggiosa per il Comune. Avevamo trovato una causa complessa che, dovendosi svolgere a Londra, sarebbe stata molto costosa e dall’esito particolarmente incerto. Con impegno e pazienza, con il generoso supporto di chi ha sostenuto la nostra azione di approfondimento della documentazione, abbiamo recuperato lo spazio per una utile trattativa che ci ha consentito, in un dialogo positivo con la banca, di ottenere il miglior risultato possibile: lo stesso annullamento dei contratti (come avvenuto in casi simili) avrebbe potuto implicare la restituzione immediata e integrale, rivalutata a oggi, degli oltre 4 milioni a suo tempo ricevuti dalla banca. Con questo accordo, invece, i cittadini messinesi risparmiano oltre 8 milioni (tutti i versamenti non effettuati negli ultimi sette anni), limitandosi a restituire in venti anni un importo inferiore rispetto a quanto ricevuto dalla banca tra il 2003 e il 2009. Anche il piano di riequilibrio viene alleggerito di oltre 3 milioni per effetto di questa transazione”.